
Si narra che alcuni cacciatori di Civitella, dopo aver trovato il Crocifisso nel folto di un bosco durante una cacciata al cinghiale, avessero deciso di lasciarlo lì fino a sera per poi portarlo nella chiesa del paese al loro rientro. Con grande stupore, a sera, scoprirono però che il Crocifisso era stato portato nella chiesa di Paganico da un secondo gruppo di cacciatori, che per questo aveva rinunciato alla sua battuta. Qui la leggenda si divide nelle due versioni.
Secondo una di queste, dopo una serie di aspre liti e alterne vicissitudini, i cacciatori civitellini riuscirono a riprendere il Crocifisso, e a portarlo nella loro chiesa. Al mattino però non lo trovarono più nella Chiesa e pensarono ad un furto da parte dei paganichesi. Con grande stupore però, nella neve fresca caduta durante la notte, le uniche impronte che da Civitella conducevano alla Chiesa di Paganico dove il Crocifisso era miracolosamente tornato, erano proprio quelle del legno di quest'ultimo e nessun'altra.
La seconda versione narra che dopo le stesse liti, si decise di affidare la contesa all'arbitrio divino. L'immagine fu caricata su un carro trainato da due "indomiti giovenchi" che furono poi lasciati liberi. Le bestie dopo aver vagato senza determinata direzione si volsero poi verso Paganico e si fermarono proprio davanti al sagrati di quella chiesa che ancor ospita la scultura.
© Comune di Civitella Paganico | via 1° Maggio, 6 - 58045 Civitella Marittima (GR) - Tel. 0564 900411 - C.F. 00214200537