
Di origini medievali, è stata completamente alterata anche all'interno da restauri abbastanza recenti e da un intervento in stile neoromanico degli anni '30. La facciata è semplice, con tetto a capanna delimitato da arcatelle cieche e con portale architravato. Lo stipite del portale laterale della chiesa è costituito da una pietra con iscrizione frammentaria. di difficile lettura.
Ricordata dal 1143, ma totalmente trasformata nel corso del XIX e XX secolo. E' di aspetto molto semplice, a pianta rettangolare, cui si accede dal fianco sinistro. All'interno di rilievo, interessante l'acquasantiera e, sull'altare a sinistra, la tavola cinquecentesca, purtroppo ridipinta, raffigurante i "Santi Ansano Fabiano e Sebastiano". All'esterno si eleva il bel campanile a intonaco e laterizi di probabile fattura seicentesca.
Già denominato dei Santi Filippo e Giacomo, è un piccolo edificio sacro con campanile a vela, che risale probabilmente al tardo Cinquecento, come conferma l'antico portone ligneo d'ingresso. L'interno, con decorazioni a stucco e dipinti murali, è databile alla fine del Seicento o al primo Settecento. Sull'unico altare si venera l'immagine dipinta su tela della "Madonna col Bambino incoronata dagli angeli", di pittore senese del tardo Seicento.
Iniziata nel 1296 e ultimata intorno al 1345, fu in seguito più volte ristrutturata. All'interno spiccano i dipinti murali di Biagio di Goro Ghezzi (1368) che coprono tutte le pareti e la volta del coro. Si tratta di un ciclo molto importante, con "Storie di San Michele arcangelo" tratte dai Vangeli apocrifi. Fra le altre opere, la "Madonna in trono e santi" di Guidoccio Cozzarelli; e la "Madonna col Bambino in trono e i Santi Giovanni Battista, Michele, Gregorio Magno e Sebastiano" di Andrea di Niccolò (1470-1480 ca.). Un grande ciborio eucaristico a forma di tempio architettonico in legno intagliato e dorato ha gli specchi interni dipinti dal Riccio (1538-40 ca.). Il venerato "Crocifisso" del secondo Quattrocento è forse di artista nordico.
Ricordata in stato di semiabbandono nel 1460, fu restaurata con il contributo degli abitanti, che ottennero il diritto di nomina del rettore di San Biagio e della pieve di San Giorgio in Valoria, abbandonata nell'Ottocento. Le sue pietre furono utilizzate per la ristrutturazione di San Biagio nel XIX sec., epoca a cui risalgono la facciata con timpano triangolare e il campanile. L'interno ad aula unica rettangolare ed abside semicircolare risale ai restauri ottocenteschi. Da notare la tavola della scuola del Riccio con la "Madonna tra i Santi Pietro e Giovanni Battista, e la Madonna col Bambino e Santi", copia da Andrea del Sarto. Nella cappella a destra si venera la "Madonna del Buon Consiglio", copia moderna di un dipinto del XVIII sec.
Sede della compagnia omonima ricordata fin dal 1548 e anche della compagnia dei Santi Fabiano e Sebastiano. È stato parzialmente recuperato dopo anni di abbandono. Sulla parete centrale è collocato il dipinto raffigurante la "Madonna col Bambino tra i Santi Fabiano e Sebastiano" di Marco Bigio, pittore attivo intorno alla metà del Cinquecento, allievo del Sodoma.
Tratto dal Sito della Regione Toscana (Volume di riferimento: Grosseto, Massa Marittima e la Maremma)
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